Storia

La Tenuta, prende il nome da un antico toponimo chiamato San Rocco appartenuto fin dal XV secolo all’Ordine Gerosolimitano di San Giovanni, chiamati nel secolo successivo Ordine dei Cavalieri di Malta. Nei primi anni del XVI secolo i Cavalieri di Malta cedettero alla Confraternita di San Giovanni Battista e Rocco, cosi chiamata perchè devota al battista e perchè era stata unita alla Arciconfraternita romana di San Rocco, un oratorio ubicato all’interno del loro ospedale, detto della Trinità,unitamente al predio dei San Rocco. Nel 1599 il Vescovo Angelo Cesi concesse all’Ordine religioso dei Servi di Maria la chiesa Santa Maria delle Grazie della Confraternita, e tutti i loro beni compreso il podere di San Rocco ove i Servi di Maria vi costruirono poi un Oratorio dedicato a San Rocco.

Nel 1765 lo storico tuderte Giovanni Battista Alvi nel suo dizionario topografico tudertino scrive
“San Rocco a Duesanti è un oratorio principiato dai padri Serviti presso un loro predio che porta detto Vocabolo, proviene dalla transazione con essi fata dalla compagnia di San Giovanni e Rocco quando gli cedè la Chiesa in Todi della Madonna della Grazie.”

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Vicino all’oratorio vi erano le case coloniche facenti parte della proprietà agricola dei padri serviti che da subito, data la bellezza del luogo, il clima favorevole e la particolare fertilità dei terreni, incominciarono a impiantare vigneti ed olivi ad uso del Convento di San Filippo a Todi.

Dopo il 1860 l’intera proprietà fu acquistata dalla nobile famiglia di marchesi Massei-Bargagli di Todi, che alla fine del XIX secolo costruirono la villa, secondo lo stile eclettico dell’epoca, da adibire a residenza di villeggiatura. Da allora Villa San Rocco continuò a svolgere la sua funzione di residenza di campagna e sede di azienda agricola per l’aristocratica famiglia, anche quando, nei primi anni del XX secolo, passò in proprietà al notaio di Todi Luigi Giannini che era solito svolgervi grandi ricevimenti in occasione della stagione della caccia.

Nel 1934, la Tenuta viene acquisita dal professor Nello Morghetti di Todi i cui discendenti sono gli attuali proprietari che mantengono fede alla secolare vocazione di San Rocco legata alla produzione vinicola ed alla raffinata ospitalità di campagna.

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